2.0 La Stanza della Verità

“Voyeur of myself” è un progetto in tre parti complementari in cui particolari le installazioni scenografiche, funzionali e non decorative, insieme a video dal compito immaginifico, testi brevi e mirati, musiche e, soprattutto azioni fisiche, creano un flusso di suggestioni che manifestano un voyeurismo introspettivo estremamente spietato nel quale è difficile restare distaccati osservatori e facile trovare elementi di essenziale identificazione.

2.0 La stanza della verità 

ovvero

Come si è sempre “presi”, mentre il silenzio e il vuoto fanno paura.

È la seconda parte del progetto e approfondisce la questione del Dominio delle emozioni che manifestano la dipendenza dell’individuo da esse.

Qui le diverse possibilità espressive si fondono, non prendendo il sopravvento una sull’altra, ma contribuendo in egual misura a “raccontare” al fine di raggiungere e toccare il particolare tipo di sensibilità di ogni spettatore.

La “White box” è l’installazione che condiziona le azioni fisiche della performance. Un “dentro e fuori” simbolico, un contenitore che crea uno status che fa esplodere le pulsioni, denuda gli stati d’animo. Allo stesso modo, il misterioso groviglio che è in noi scaturisce le esternazioni  incontrollate che esplodono venendo a contatto con le influenze esterne.

Voyeurofmyself – 2.0 La stanza della verità

Prod. Ass. Cult. Formalibera
Scritto, diretto, interpretato da Tony D’Agruma
Installazioni: Agostino Nardella, Andrea Menchini
Contributi video: Rachele Casarotto, Tony D’Agruma
Audio editing e fonica: Luca Di Dato, Riccardo Di Gianni
Costumi: Roberta Vacchetta
Si ringraziano: Marianna Rotella, Claudia Danielis, Rita Caputo, Alessia Zuccarello, Elisa Boccaccini, Elena Bersano, Cinzia Magno, Katia Fabbricatti, Guendalina Tondo, Laboratorio75–Zeitgeist–V. Vanchiglia 20 TO

Fotografie: Maddalena Migliore. Maria Di Marco